Embolizzazione dell’adenoma o ipertrofia della prostata

Adenoma o ipertrofia della prostata. Ora si cura con L’EMBOLIZZAZIONE

L’embolizzazione specificatamente consiste nell’occlusione delle due arterie prostatiche, una a destra ed una a sinistra che irrorano l’adenoma prostatico. Ogni struttura del nostro organismo, prostata compresa, possiede infatti un’ampia e fitta rete di arterie che consentono al sangue di portare l’ossigeno ai tessuti. Impedire  al sangue (e con il sangue quindi all’ossigeno) di raggiungere l’adenoma ( che altro non e’ che un tumore benigno) impedisce a questa formazione di proliferare e anzi ne riduce drasticamente sia il volume che l’estensione.

Per ottenere ciò il radiologo interventista utilizza del materiale propriamente detto “embolizzante” che consiste in  particelle ( specificatamente chiamate microsfere embolizzanti), tutte della stessa forma (sferica appunto) e dimensione, iniettate all’interno dei vasi prostatici. Il risultato sarà, in pochi secondi, l’occlusione definitiva e irreversibile delle arterie che riforniscono l’adenoma della prostata  e di tutte le loro diramazioni

La tecnica di embolizzazione dell’adenoma prostatico

Dopo essere stato adagiato sul lettino operatorio della sala angiografica ( sala dove un macchinario a raggi X consente di vedere attraverso un monitor all’interno del corpo del paziente) il paziente viene attentamente preparato nella zona inguinale destra previa depilazione della parte o a livello del polso ( nel caso l’intervento venga eseguito dall’arto superiore). Viene quindi poi inserito un piccolo ago sotto anestesia locale dell’inguine o del polso, la stessa anestesia locale che esegue il dentista (questa sarà l’unica anestesia a cui il paziente verra’ sottoposto).  Una volta posizionato l’introduttore in arteria femorale  comune o radiale ( un tubicino con una valvola per poter cosi poi inserire i vari cateteri vascolari dal punto di accesso verso le arterie prostatiche)  si avanza attraverso questo un catetere delle dimensioni inferiori alla punta di una penna “Bic” che viene così veicolato (controllando i suoi movimento sul monitor) fino alle arterie prostatiche anteriori di destra e poi di sinistra.

In particolare viene cateterizzata (o incanulata per usare un termine più colloquiale) l’arteria vescicale inferiore sia di destra che di sinistra, arteria da cui generalmente nascono le corrispettive arterie prostatiche. Una volta all’interno con il catetere (o con un catetere di dimensioni ancora più piccole, catetere che prende il nome di micro catetere) dell’arteria prostatica anteriore il radiologo interventista può cominciare ad iniettare le particelle embolizzanti attraverso lo stesso catetere in modo che, come già riportato sopra, si possano finalmente occludere completamente, oltre che in modo definitivo, le due arterie target.

Completata questa operazione sia a sinistra che a destra, l’intervento è terminato e il paziente viene riportato in corsia.

E’ importantissimo sottolineare ancora una volta  che l’operazione  è completamente indolore e l’anestesia locale viene praticamente solamente a livello dell’inguine di destra (o a livello dell’arteria radial al polso) che fungerà da sito di entrata per entrambi i lati.

La procedura in mani esperte è agevole e richiede una media di 45-75 minutiIl paziente è vigile e sveglio e non avverte nessun dolore né durante né dopo l’intervento se non un leggero fastidio in sede prostatica nell’immediato post operatorio.

La tecnica in molti casi non  richiede  nemmeno il posizionamento preventivo di un catetere in vescica  e ha una degenza di una sola notte in clinica. Il decorso post operatorio o convalescenza, a differenza delle tecniche chirurgiche tradizionali è di pochi giorni ed il paziente e’ in grado in molti casi di poter tornare a tutte le sue attivita, sia lavorative che sportive gia dopo 24 ore dalla dimissione. Come ormai testimoniato da numerose evidenze scientifiche, una grande rivoluzione nel trattamento dell’ipertrofia prostatica con un’altissima soddisfazione dei pazienti trattati che in pochi giorni cominciano  gia’ ad osservare una riduzione della sintomatologia dovuta all’adenoma, fino alla totale scomparsa dei sintomi in breve tempo.

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